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Un Gioco

 

Una volta c’era una volta celeste. Era vuota e volgeva il suo viso al volto della terra.

Poi venne il giorno che era quasi l’alba. Aveva un cappello bucato che dentro ci pioveva buio e ci pioveva tanto forte che esplose di vita e venne la notte.

Con un paio di tramonti si pettinava la notte. Ciao, guarda che hai lasciato qualche capello lì sulla terra gli disse il giorno. Si certo, disse la notte, si chiamano sospiri.

Dobbiamo finire di giocare, gli disse il giorno. Si giocheremo domani, ora lasciami a me stessa che è notte, disse la notte. Ma io sono il giorno, disse il giorno, io sono domani quando voglio.

Ti pettino io, disse il giorno, e conto i sospiri che ti cadono dal capo come fanno quegli uomini lì sulla terra. Gli uomini contano i sospiri? Chiese la notte. No, rispose il giorno, contano i capelli dei loro giorni e sospirano.

Guarda, disse la notte, giocando abbiamo fatto il cielo.

È vero, disse il giorno, ho un cappello pieno di buio e tu capelli vivi di luce.

E gli uomini lì sulla terra continuanoa sospirare

Pubblicato il 29/5/2008 alle 1.35 nella rubrica Diario.

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