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La favola brutta



La maggior parte delle favole sono belle. Iniziano bene, proseguono male e finiscono bene, iniziano male proseguono peggio e finiscono bene. Comunque finiscono bene, per sempre felici e contenti, o per lo meno finiscono. Ci sono poi delle favole brutte. Non solo perchè sono scritte male o per l'inefficacia dei soggetti presentati, ma perchè la risposta all'interrogativo drammatico è negativa,il che è ancora sopportabile. Ma peggio ancora la fine della favola non offre nessuna risposta. magari sono successe un sacco di cose che hanno seminato idee e prospettive qui e li, ma alla fine non si raccoglie nulla e tutto resta sospeso. Come in quelle favole in cui anche quando sono finite ci si continua achiedere perchè all'infinito.
Questa è una di quelle:


C'era una volta un anatroccolo, piccolo e aggraziato. Era bello e di tutti i colori.Quando il suo uovo si schiuse era solo, ma non sapeva di eserlo perchè non aveva mai conosciuto la compagnia. Quando da solo imparò a camminare iniziò ad andare in cerca di qualcosa anche se non sapeva cosa.
Fece qualche passo e incontrò uno specchio d'acqua, allora si affacciò su di esso e vide che c'era un anatroccolo bello aggraziato e dai mille colori.
-sei tu quel che cerco? gli chiese
Ma l'acqua non rispose.
Lo chiese ancora, ma l'acqua restava muta. lo chiese altre cento volte ma l'acqua taceva.poi iniziò a piovere el'acqua si increspò e l'anatroccolo bello e aggraziato che vi era riflesso se ne andò. vedendolo andar via l'anatroccolo rposeguì il suo cammino. non gli importava del silenzio perchè non aveva mai conosciuto un'altra voce.
Un giorno incontrò un sasso e gli chiese:
-sei tu quel che cerco?
Il sasso non gli rispose, allora lui ripetè:
-sei tu quel che cerco?
il sasso non rispose neanche stavolta, ma l'anatroccolo non si volle pensare sconfitto pechè non conosceva la vittoria e continuò a ripetere.
-sei tu quel che cerco?
finchè il sasso stufo gli rispose:
-no che non sono io! vedi che sono un sasso, ho solo qualche colore io, non sono la tua mamma!
l'anatroccolo non capì e salutando e scusandosi si allontanò.
Dopo un po che camminava incontrò una quercia.
-Sei tu quel che cerco?
-ma cosa dici! rispose la quercia arrabbiata. io ho qui la mia linfa, ho qui il mio sole che mi cerca coi suoi raggi. Tu non mi cerchi perchè non ho bisogno di te. Vattene via.
-L'anatroccolo salutò e andò via scusandosi, non capì però quello che disse la quercia, non sapeva cosa fosse il buisogno perchè non aveva mai conosciuto l'appagatezza.
Dopo pochi passi vide una foglia caduta al suolo.
-sei tu quel che cerco?
-non vedi? sto morendo, lasciamo morire in pace.
-scusa se ti ho disturbato disse l'anatroccolo, e penso che se anche lui avesse dovuto morire non sene sarebeb accorto perchè non sapeva cosa fosse la morte.
L'anatroccolo continuò a camminare, non era stanco eprchè non conosceva il riposo. Non aveva sonno perchè non sapeva cosa volesse dire dormire.
Arrivò ad un bosco, fitto e scuro, vide un sospiro aggrappato per caso ad un albero.
-sei tu ciò che cerco?
-io? chiese il sospiro
-si
-dipende da cosa cerchi
-cerco qualcosa
-mi dispiace io non sono nulla, non vedi? sono solo un triste sospiro
poi con un colpo di vento il sospirò volò via e si dissipò.
l'anatroccolo non capì, non aveva mai conosciuto la felicità.
Si addentrò allora ne bosco e dopo un po che camminava giunse in una radura dove c'era un bel prato verde e in mezzo al prato un infinità di rose rosse. Si avvicinò a una di esse e chiese:
-sei tu ciò che cerco'
la rosa rise e disse:
-certo! sicuramente, sono io! mi cercano tutti 1 tutti mi vogliono, sono sicuramente ciò che cerchi anche tu!
l'anatroccolo allora pensò di aver trovato quello che cercava, si sneti felice, appagato della sua vittoria, con un sospiro contento si gettò aterra perchè si accorse di essere sfinito dopo tutto quel tempo che cercava, ma ormai l'aveva trovato e non doveva più cercare, poteva morire lì adesso e non gli importava.
-e cosa sei?
Chiese allora l'anatroccolo
-ma come! non mi riconosci!
-veramente non saprei!
-come puoi non riconoscermi! vattene via non sei degno di me!
L'anatroccolo si scusò e se ne andò ma subitò incontrò altre rose, tutte uguali alla prima che avevano per lui tutte la stessa risposta. Si spaventò e corse via allontanandosi, scorpì cosa era il timore, scoprì cosa era il terrore, scoprì cosa volesse dire vacillare. si lasciò cadere su un tronco, scorpì cosa fosse il dolore dell'aninma, e solo allora scoprì di essere solo, perchè con il dolore si capisce che manca qualcosa e non vi era nessuno che potesse colmare le sue mancanze. capì allora cosa cercava, cercava qualocsa di simile a lui per dirgli di non aver paura così da non averne anche lui, qualcuno che gli dicesse di non tremare così da scacciare a sua volta la paura.
Si vide ed era diventato nero, goffo, davvero poco aggraziato. la paura lo faceva tremare, lo afceva morire, ma storpio e vuoto si rimise in cammino, alla ricerca di qualcosa, non sapeva cosa ma era sicuramente ciò che gli mancava.






Pubblicato il 19/12/2007 alle 11.16 nella rubrica Diario.

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