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La storia più antica del mondo III

  Dialogo fra un Sonnambulo e un Arlecchino

 
                                        



-Ti vedo. Lo sai?

-Mi vedi?

-Si, tutte le notti da questa finestra,tutta la notte sei laggiù a vegliare e non sei un sogno. Sei vero.

-Vero come un sogno

-Cosa pensi? cosa guardi senza dormire? Darei metà del mio denaro per saperlo.

-Così tanto?non ne vale la pena, non valgono un soldo i miei pensieri, e io stesso valgo meno di un granello di sabbia.

-darei metà del mio denaro per vederti dormire!

-A cosa servirebbe?

-Se dormi non pensi, non guardi, non sospiri. Se dormi si addormenta anche la mia curiosità. Soffro sai?

-Soffri?

-Si…soffro nel mio sonno. Tutti questi tuoi sospiri nell’aria mi ronzano nelle orecchie carichi di chissà cosa, tutti questi pensieri si condensano e scintillano qui e li fra i lampioni spenti, e io che li vedo e non so dargli forma a quelle lucette, come delle caramelle incartate di cui non puoi sapere il gusto. È una tortura. Una vera tortura. Non credi?

-Ma non è nulla. Nulla davvero, quelle scintille valgono meno di un granello di carbone, se ne stanno lì, innocue nell’aria, si forse qualche volta sembrano le stelle di un cielo malato, ma sono fatte di nulla come l’aria.

-Eppure sono scintille, scintille colorate come di un incantesimo, un artificio, o uno scherzo di occhi stanchi.

-Stanche forse…stanco si. Stanco.

-Che dici?

-Chissà perché, si vengono a creare quei ronzii sussurrati che sono spettri di carezze e i tintinnii dei baci che a volte l’eternità ti lascia sulla fronte. Ci deve essere qualcosa nel contatto con la notte: un suo gioco, un suo scherno, un mistero insolubile.

-Cosa pensi dunque? Cose più grandi di te? Ma non vedi come sei piccolo? Non sei nulla

-Ed è proprio questo, credo. Vesto i colori di tutto per essere nulla, sono un involucro vuoto. Non sono piccolo, sono semplicemente nulla…

-E già che rincorri pensieri giganteschi. Perché non dormi, dormi come tutti e non pensare, Non sai che la notte è crudele, che ti aggredisce con i suoi germogli d’ombra?

-Lo so bene. Teli getta lì nella mente. Se dormi si trasformano in sogni, e la sua crudeltà finisce li: si spegne in sogni non veri nella Cosenza del mattino. Ma se vegli allora è il maggior pericolo. Quei semi neri ti si incastrano nella testa e crescono e si innalzano che neanche hai il tempo di respirare.

-Dunque dovrebbero essere nere quelle scintille e tuoni quei sospiri…

-No signore, ed è proprio qui la magia. La magia dei miei colori. I mie pensieri sgorgano dal mio nulla, poi attraversano questo mio involucro e si tingono e si colorano.

-Dipingi d’arcobaleno delle pietre nere, ma ne tingi solo la pelle, all’interno restano neri, è per questo dunque che li sento e non posso dormire! È tutto un trucco! Un illusione. Sei la maschera di te stesso…non te ne accorgi?

-Sono nulla, nulla e niente più, è la mia malattia è la mia morte è la mia falsa magia


 
    Fizzi






Pubblicato il 14/12/2007 alle 1.39 nella rubrica Diario.

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